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Tecnologia
...con una potenza di
calcolo svariati ordini di grandezza superiore a quelle
attuali, sono gli stessi scienziati australiani ad
invitare alla cautela, affermando che, in ogni caso ci
vorranno ancora anni prima di poter mettere in pratica
una simile tecnica produttiva. Particolarmente
importante nella realizzazione di tale dispositivo è
stato il ricorso al microscopio ad effetto tunnel, un
dispositivo estremamente sofisticato che permette di
studiare le superfici su scale atomiche e di modificarne
l’assetto; sfruttando il suo effetto gli scienziati sono
stati in grado di modificare la struttura di un
cristallo a sei atomi di silicio, riuscendo a
sostituirne uno con un atomo di fosforo. Il transistor
costruito con questa tecnica è il primo a riuscire a
coniugare dimensioni microscopiche ed un’eccellente
funzionalità, tanto da guadagnarsi il titolo di
dispositivo perfetto.
Unico neo, che però
rischia di ritardare in maniera considerevole, se non di
impedire, lo sviluppo di questa tecnologia, è che il
transistor riesce a funzionare solamente in un regime di
superconduttività, uno stato particolare della materia
che può essere raggiunto solamente abbassando la
temperatura vicino allo zero assoluto, in questo caso di
-270° centigradi.
Scoperta eccezionale non solo perché promette di aprire
nuovi panorami nella complessa realizzazione di computer
quantici, ma perché sembra contraddire la “legge di
Moore”, la previsione del cofondatore della società
Intel, Gordon Moore, secondo la quale la capacità di
calcolo dei processori, ed il numero di transistor su
ogni chip sono destinati a raddoppiare ogni 18 mesi. Al
raddoppiamento della potenza di calcolo sarebbe
corrisposto un raddoppiamento della complessità, tanto
che, secondo questa legge, per il 2020 si sarebbe dovuti
giungere alla realizzazione del primo transistor
monoatomico, che avrebbe stabilito il limite massimo di
miniaturizzazione. Quando si dice anticipare i tempi.
Fonte:
www.corriere.it Pagina articolo |