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Nella zona della
festa, in un'area dismessa dalle Ferrovie a Segrate (Milano), altri due
interventi del 118
Il deposito dove si è svolto il rave a Segrate (Newpress)
MILANO - Non ce l'ha fatta il giovane di 19 anni soccorso la mattina di
Pasqua in fin di vita a un rave party nell'hinterland di Milano. N. L.
di Castellanza (Varese) è morto nel pomeriggio, dopo 12 ore di agonia,
nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Cinisello Balsamo. Il
ragazzo avrebbe ingerito un acido in dose eccessiva o avrebbe assunto un
mix di droghe. La salma è stata portata all'Istituto di medicina legale
di Milano per l'autopsia. Lunedì mattina, nella camera mortuaria
dell'ospedale Bassini una quindicina di persone tra genitori, parenti e
amici per l'ultimo saluto.
IMMONDIZIA - Il rave, nell'ex dogana delle Ferrovie a Segrate, era
iniziato sabato e si è concluso domenica sera intorno a mezzanotte. Dopo
la tragedia, dentro la zona recintata, fuori e dentro i capannoni in cui
si è svolto il raduno, sono rimasti una cinquantina di ragazzi che,
attrezzati con tende da campeggio, hanno passato la notte. Tra i
capannoni e i piazzali, il terreno è ricoperto di immondizia di ogni
tipo e qualcuno lunedì mattina rovistava alla ricerca di oggetti utili.
Gli ultimi giovani hanno lasciato l'area dopo che i camion e i furgoni
degli organizzatori con tutta l'attrezzatura per la musica si sono
allontanati.
ALTRI ALLARMI - Negli spazi dismessi delle Ferrovie erano arrivati
centinaia di giovani da ogni zona d'Italia. Domenica mattina alle 4 sono
stati alcuni partecipanti a portare di peso il 19enne fino all'ingresso
del rave party: lì il personale del 118 l'ha soccorso e trasportato in
ospedale dove il giovane ha avuto quattro arresti cardiaci. I medici
erano riusciti ogni volta a rianimarlo. Nel corso della notte il 118 era
intervenuto altre due volte sul posto. La prima per soccorrere un
ragazzo che era caduto per cinque metri in un pozzo. Era stato riportato
in superficie da altri giovani, poi aveva accettato le cure (un trauma
cranico e alcune lesioni al viso) ma aveva rifiutato il ricovero e si
era allontanato facendo perdere le proprie tracce. Alle 7.30 un nuovo
allarme. Una segnalazione anonima aveva indicato nei pressi del raduno
una persona che si sentiva male e che era diventata cianotica. I
soccorritori dell'ambulanza però non avevano trovato nessuno nonostante
le ricerche nei capannoni dove si svolge l'iniziativa e che una volta
ospitavano la dogana ferroviaria. |