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Attualità
La storia non cambia.
Dalla Redazione. Caduto il governo
Berlusconi la storia non cambia, gli studenti oggi sono
scesi in piazza in più di 60 città italiane per
rivendicare i propri diritti, accompagnati da uno
sciopero generale di tutti i mezzi pubblici. Ieri gli
studenti della rete e dell'Udu avevano contestato il
nuovo governo, esprimendo la loro gioia per la caduta
del governo Berlusconi e quindi della fine dei disastri
della Gelmini, e dicendo di non voler abbassare la
guardia facendo notare le proprie priorità su cui
bisogna lavorare per far ripartire l'istruzione nel modo
giusto. Gli studenti hanno ricevuto la risposta del neo
ministro all'istruzione Francesco Profumo che in una
nota ha risposto di accettare ogni forma di dialogo ma
non la violenza. A Roma il corteo non autorizzato è
stato quello dei licei. Gli studenti si sono dati
appuntamento a viale Giulio Cesare per partire verso
l'università La Sapienza e unirsi alla manifestazione
principale degli universitari. Studenti, Cobas e
Federazione della Sinistra hanno inviato una lettera
aperta alla città e al sindaco per spiegare i motivi
delle mobilitazioni: dalle scelte obbligate del nuovo
governo tecnico fino alle politiche messe in campo dalla
giunta Alemanno. Invece a Milano la protesta per dire:
"no al governo delle banche", è cominciata con una rissa
che ha coinvolto circa una ventina di persone. Alla
partenza del corteo due gruppi di ragazzi si sono
scontrati, e hanno incominciato a lanciarsi fumogeni ad
altezza volto. Un operatore tv del Fatto Quotidiano è
stato colpito alla testa. Fonte:
www.repubblica.it 17 novembre 2011. Pagina articolo
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