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Immigrazione
Decreto di Dublino.
Dalla redazione. Chi ottiene asilo politico
in Italia, o chi subisce il rimpatrio in base al
regolamento di Dublino finisce spesso per dormire in
mezzo alla strada, attraversando Roma a piedi per
mangiare alla mensa della Caritas. Ma l'Italia non
dispone delle strutture di accoglienza necessarie per
far fronte al sostentamento di queste persone. L'Italia
e la Grecia sono le mete di chi arriva dall'Africa o dal
Medio Oriente. Il regolamento di Dublino prevede che il
richiedente di asilo debba risiedere nel paese europeo
in cui è sbarcato e nel quale gli sono state prese le
impronte digitali. Un altro obbiettivo è quello di
impedire ai richiedenti asilo di presentare domande in
più Stati europei e un altro obbiettivo è quello di
ridurne il numero. Il CIR (Consiglio italiano per i
rifugiati) chiede da tempo l'abolizione del regolamento
di Dublino, sostenendo che chi arriva in Europa in cerca
di una nuova vita va data la possibilità di scegliere in
quale paese risiedere. Deportare chi sta cercando
faticosamente di ricominciare una nuova vita in un altro
paese è ancora più crudele. Da questi respingimenti
fuggono i giovani africani che passano la notte sui
cartoni lungo il perimetro della Stazione Termini o come
i 700 africani che occupano abusivamente un edificio
abbandonato all'Anagnina o come gli 80 afghani accampati
in una tendopoli di fortuna lungo il binario della
stazione Ostiense, separati dai viaggiatori da una rete
metallica.
Fonte: www.repubblica.it
10 ottobre 2011 di Emanuela Stella
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